FROB una Famiglia di RObot

FROB è una famiglia di robot sviluppata nell’ambito del progetto PRIN FROB con l’intento di realizzare dei robot per sviluppare attività di gioco. In particolare, nel progetto l’intento era favorire l’integrazione di bambini con disabilità nel contesto classe attraverso attività di gioco proposte nei tempi della ricreazione. Tra i molti risultati interessanti, si è visto che la presenza dei robot favorisce l’attenzione e il coordinamento con gli altri membri di un piccolo gruppo (dai 3 agli 8 anni).

I robot sono di due tipi: FROBbone e FROBbino, pensati per due modalità di gioco diverse: a terra e su tavolo.
Entrambi hanno una forma a cupola, sono dotati di ruote per il movimento e sensori di distanza, oltre a diverse prese per inserire moduli che ampliano le funzionalità di base. I moduli aggiuntivi si collegano tramite bacchette che forniscono alimentazione e consentono il trasferimento di segnali da e verso le basi, ad esempio per rilevare dati sensoriali o attivare funzioni sui moduli stessi.
Grazie ai moduli, è possibile realizzare numerose attività di gioco mantenendo invariata la struttura delle basi.

FROBbone è una cupola morbida rivestita in stoffa, dotata di cinque prese colorate diverse per collegare i moduli. Alla base sono presenti sensori di distanza che rilevano ostacoli in più direzioni. Il robot si muove grazie a due motori elettrici, che gli permettono di raggiungere velocità superiori a un metro al secondo.

Con questa dotazione è possibile sviluppare diversi giochi.

FROBbone può essere dotato di un canestro in grado di rilevare il colore delle palline che possono essere inserite. Questo permette di realizzare diversi giochi. Si può giocare a squadre con palline di colore diverso e stando all’interno di un’are a distanza dal robot, che può star fermo o muoversi. Oppure occorre alternare palline di colori diversi fino a giungere a un risultato e FROBbone man mano dice quante palline sono state inserite. Oppure si può fare in modo che si avvicini all’area di una squadra quando riceve una pallina del colore della squadra. Oppure…

In un altro gioco, FROBbone evita ostacoli e con questo lo si può portare nei prssi di un oggetto su cui è montato un elemento che serve per preparare una “pozione magica”. La persona più vicino all’ingrediente lo prende e lo inserisce in una presa del robot . Quando gli elementi sono stati raccolti tutti (eventualmente in un ordine prestabilito) FROBbone-stregone “cucina” la pozione e feseggia con canti e balli appropriati.
Con questo gioco si sviluppano la capacità di mantenere un turno, il controllo motorio nello spazio per guidare il robot, la manualità per l’inserzione dei moduli, la memoria per ricordare l’ordine degli ingredienti.

FROBbino è una cupola in gomma (TPU), dotata di cinque prese colorate diverse per collegare i moduli. Alla base sono presenti sensori di distanza che rilevano ostacoli in più direzioni e un sensore che garantisce la presenza di un tavolo (o del pavimento) sotto al robot. Il robot si muove grazie a due motori elettrici, che gli permettono di raggiungere velocità fino a 30 cm al secondo.
Anche per FROBbino abbiamo sviluppato diversi giochi.

In uno di questi, si guida il robot mantenendo un bastone collegato a una carota ad una distanza tra 30 e 50 cm. Quando si giunge vicino a un pezzo di verdura sparsa sul tavolo o a terra, il bambino può raccogliere la verdura sparsa sul tavolo o a terra e riporla nel carretto.
Alla fine occorre riportare FROBbino a casa con il carico di verdura. Questo gioco richiede la gestione del turno di chi guida il robot e il coordinamento tra i diversi giocatori.

In un altro gioco, il robot si muove e ad un certo punto manifesta dei bisogni a voce che occorre soddisfare: se ha fame, bisogna scegliere cosa dargli da mangiare tra un insieme di possibili cibi e FROBbino-drago mostrerà apprezzamento o meno con movimenti e suoni; se ha freddo, occorre coprirgli la coda con l’apposita copertina.
Questo gioco richiede di capire come soddisfare i bisogni del robot e la gestione del turno.

I robot sono stati usati in 26 classi di scuele dell’infanzia e dei primi due anni delle elementari delle provincie di Bergamo, MIlano e Siena con risultati interessanti. Ad esempio, è emerso che la presenza dei robot ha creato situazioni di maggior coinvolgimento del bambino con disabilità rispetto alle attività di gioco di tipologie analoghe a quelle proposte che sono fatte abitualmente.

Realizzazione: Erica Panelli, Lorenzo Guerrieri, Andrea Bonarini

Supervisione: Andrea Bonarini

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